Vantaggi e svantaggi del pellet

pellet

Il pellet è una soluzione di riscaldamento che si sta diffondendo sempre più: si tratta infatti di un materiale molto apprezzato proprio per le sue caratteristiche. In genere il pellet viene preferito alla legna per i costi minori e per la maggiore resa termica, mentre è ecologico e rispettoso dell’ambiente rispetto alla gran parte dei combustibili. Per avere maggiori informazioni (anche commerciali a riguardo) si può consultare il sito Pellet Outlet. Tuttavia bisogna tenere a mente che il pellet, come qualunque altro prodotto, presenta vantaggi e svantaggi.

I numerosi vantaggi del pellet

Il pellet è un materiale combustibile che consente di avere numerosi vantaggi: in primo luogo è molto pratico. Si trova in commercio in sacchi di plastica sigillati da 15 kg, che risultano quindi molto comodi da trasportare, stipare e impiegare. Inoltre il pellet non deve essere stagionato come la legna, ma può essere utilizzato in qualunque momento.

La camera di combustione della maggior parte delle stufe a pellet permette di avere un’autonomia di 50-80 ore adottando un regime minimo: di conseguenza si effettua in genere un carico al giorno. A volte sono sufficienti due soli carichi in una settimana.

Le stufe a pellet si caratterizzano per l’accensione automatica e le tempistiche e le temperature sono regolate in maniera automatica da un cronotermostato: così si ottimizzano i consumi. Inoltre bisogna tenere a mente che questo combustibile è perfettamente ecologico perchè ottenuto dai residui della lavorazione del legno.

Si tratta di un materiale molto economico: un sacco di pellet viene venduto a 3,50 euro. Il pellet ha un bassissimo contenuto di umidità: si ha così una completa combustione, che produce pochissima cenere e sporca molto meno la canna fumaria. Di conseguenza non si devono smaltire le ceneri e le braci, non si deve pulire periodicamente la canna fumaria e non si seguire la procedura di combustione.

Infine bisogna considerare che il pellet ha una resa molto superiore a quella della legna: di conseguenza ne occorre una quantità decisamente inferiore per ottenere gli stessi risultati.

Gli eventuali svantaggi del pellet: cosa valutare

Il pellet in commercio non è dello stesso tipo: ci sono i prodotti puri e quelli che sono miscele di varie latifoglie oppure che contengono residui di mais. La diversa composizione del materiale determina il suo grado di combustione, la produzione di cenere e il livello delle prestazioni energetiche.

I pellet puri di faggio e abete hanno una produzione di cenere inferiore all’1%; in caso contrario le percentuali si aggirano sul 2-4%. Inoltre bisogna tenere a mente che le stufe a pellet hanno un costo quasi doppio di un impianto a legna della stessa potenza. Vanno installate personale specializzato e sottoposte a una periodica manutenzione perchè dotate di una centralina elettronica.

Il pellet di qualità: come riconoscerlo

Per avere prestazioni energetiche eccellenti (con valori tra i 4,5 e i 5,5 kWh/kg) e produrre pochi fumi e ceneri è necessario impiegare pellet di qualità. Per questo motivo bisogna controllare le caratteristiche del prodotto, il sacco in cui è contenuto e le informazioni sull’etichetta.

In genere un pellet di qualità e dalla grande resa termica non si sbriciola tra le dita e presenta un aspetto compatto. La quantità di polvere di legno è contenuta e i cilindri di combustibile sono regolari, lucidi e lisci. Se nel sacco di pellet non c’è polvere di legno vuol dire che sono stati usati collanti artificiali e leganti che creano fumi.

Se gettato nell’acqua, un pellet puro affonda, mentre sull’etichetta sono indicate le certificazioni di qualità in relazione alle norme O-NORM M7135 e Din Plus. Fondamentali sono l’integrità del sacco e la sua conservazione in un luogo asciutto, così da mantenere bassa l’umidità.

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