Per più prestiti, la chiave è la Bce?

Non è un mistero che uno egli effetti più difficili da gestire per la crisi, sono quelli legati alla stretta che la banche hanno dato ai rubinetti dei finanziamenti. Il che costituisce un grande ostacolo per affrontare e superare le difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la ripresa della economia reale. Un accenno in questo senso è stato fatto più volte dal numero una della bce mario draghi e da altri membri del suo consiglio direttivo. Dopo continui richiami ad un cambiamento i politica nei confronti delle banche, che non hanno voluto dare ascolto nonostante le iniezioni di enormi quantità di liquidità di cui hanno beneficiato solamente loro, trattenendo i soldi senza farli circolare, la bce vorrebbe passare all’artiglieria pesante.

Peccato che manca un accordo unanime, ma al momento il direttivo è diviso sull’ipotesi più pratica e efficace, quella di portare i tassi sui depositi dei soldi che le banche tengono parcheggiato presso la Bce in tassi negativi. I tassi sui depositi sono stati portati a zero già da diversi mesi, eppure questo non ha convinto, insieme agli appelli, a far cambiare loro idea. Il problema avrebbe potuto trovare una soluzione già da giugno, anche dopo la spinta che draghi aveva voluto dare in questa direzione, ma dopo le dichiarazioni di vari membri che si sono detti decisamente contrari, a causa dei temuti effetti collaterali che al momento non si è in grado di valutare, che la votazione potrebbe essere spostata ancora con un esito sempre più incerto.

Quasi il 50% dei matrimoni con i prestiti

Gli italiani hanno imparato velocemente a rinunciare a tantissime cose, cambiando radicalmente le proprie abitudini di spesa soprattutto per quelle alimentari, seguite dall’abbigliamento, scarpe ed accessori, mentre in coda, sempre tra le rinunce c’è la sezione dei prodotti tecnologici. Da due anni per fare le vacanza hanno scelto mete più vicine, vacanze più brevi, e comunque nella formula low cost e dove non possibile riducendo all’osso gli svaghi e tutto ciò che non è strettamente necessario. In più chi vuole arsi una vacanza più sostanziosa è orientato a indebitarsi.

Ma al giorno più bello, quello del matrimonio sono in pochi quelli che ci rinunciano, mentre sono molti quelli che hanno ridotto solo alcune voci di spesa, si sono ingegnati con la formula del matrimonio 2 x 1, o che chiedono come regalo soldi per contribuire alle voci di spesa che pesano di più come viaggio di nozze e pranzo o ricevimento post cerimonia.

in più, oltre il 40% delle coppie sceglie di richiedere un prestito (direttamente o o fanno le proprie famiglie), con importi che non superano in media i 12 mila euro, contro richieste ben più elevate per i periodi ante crisi. Il matrimonio si paga così a rate con un impegno che in media è di circa sei anni. Tra le regioni dove la richiesta di prestiti è più elevata è la campania seguita dal lazio.

 

 

Sempre più cessioni del quinto ai pensionati

pensioni così ricche da mettere al riparo dalla necessità i indebitarsi in italia non ce ne sono molte e a darne prova è la crescita esponenziale delle richieste di prestiti da parte dei pensionati, di importo medio alto soprattutto per poter aiutare nelle spese più sostanziose i propri figli. In particolare la formula più gettonata è la cessione del quinto in quanto può essere richeista anche se si è già indebitati in modo considerevole o se si è cattivi pagatori o addirittura protestati.

Inoltre viene facilmente superato anche il limite dell’essere stati dei dipendenti nel periodo lavorativo, in quanto la cessione el quinto della pensione si estende a tutte le tipologie di pensionati, anche ex autonomi con la sola esclusione dei pensionati elle banche. Per seguire questa strada, il cui esito è abbastanza scontato,bisogna rivolgersi all’inps territorialmente competente e chiede il rilascio dell’apposita certificazione alla quel risulta la quota del quinto della pensione cedibile.

Con questa certificazione si può andare presso una qualsiasi banche o finanziaria che prevede tra i propri prodotti, prestiti destinati alla cessione del quinto dello stipendio e della pensione e inoltrare la domanda attraverso la modulistica specifica richiesta. La banca fatta la fase di istruttoria se non mancano i requisiti oggettivi o soggettivi, senza entrare nel merito, erogherà la somma massima prevista entro i limite del quinto cedibile e dell’età del pensionato che determina la durata massima del piano di ammortamento stesso.

Tra i prestiti più erogati quelli per il fotovoltaico

le banche stanno lntamente riallargando i cordoni dei finanziamenti anche se c’è una certa riluttanza a concedere prestiti personali, mentre il discorso cambia leggermente per i finanziamenti finalizzati. tra questi in particolare non hanno incontrato grandi ostacoli per la la loro erogazione i prestiti dedicati all’acqusto e all’installazione di un impianto fotovoltaico in quanto viene vista come una forma di investimento solido.

In particolare l’offerta è ricca e molto concorrenziale, e la scelta può riguardare una vasta rosa di istituti di credito. Tuttavia se si sta cercando la proposta più vantaggiosa, allora bisogna individuare dei parametri che consentano di fare dell comparazioni, con elementi di riferimento il più possibile omogenei.

Quini è più semplice riferirsi a un lavoratore con contratto indeterminato, che deve richiedere una somma di 30 mila euro con un piano i ammortamento a lungo termine, pari a 120 rat ovvero dieci anni. Con questa situazione la proposta più conveniente è quella fatta da  Ibl Banca con la sua rata bassotta, e a seuire c’è Findomestic e poi la Banca Popolare di Sondrio.

Nel dettaglio IBL Banca con la sua “Rata Bassotta” propone un piano di rimborso da 120 rate da 387 euro al mese con l’applicazione di un Taeg al 9,85% per un monte interessi alla scadenza pari a 16.440 euro, per un totale di 46.440 euro finali.

Invece con Findomestic, con un rimborso di 120 rate, il loro importo sale leggermente a 375,3 euro, con un Taeg allo 9,96%. Infine la Banca Popolare di Sondrio, richeide il pagamento di una rata da 428,2 euro per 10 anni e un Taeg al 13,27%.

I prestiti la chiave per la ripresa economica

Mario Draghi, dà uno spaccato più positivo sulla situazione che riguarda la situazione economica ella ue per la quale vede “alcuni incoraggianti segnali di tangibile miglioramento delle condizioni finanziarie”. Il miglioramento riguarda in particolare “Le banche nei paesi più stressati che hanno visto i depositi collocati presso di loro da entità non bancarie dell’area euro sono cresciuti di circa 200 miliardi di euro dall’agosto del 2012″. Tuttavia bisogna risolvere la questione dei prestiti, che rimangono ancora troppo marginali nonostante le necessità di pirvati e aziende.

Draghi ha anche detto che “Abbiamo anche iniziato ad osservare convincenti segnali che la frammentazione dei finanziamenti bancari sono diminuiti fortemente. Anche se i prestiti delle banche alle imprese e ai risparmiatori restano anemici, stiamo vedendo alcuni segnali di lieve miglioramento sul fronte dei prestiti”.

Ha anche assicurato che nonostante si sia visto un chiaro segnale di cambiamento di trend e atteggiamento da parte delle banche, in ogni caso la Bce sta studiando come rendere ancora più intenso e fluido il passaggio dei prestiti dalle banche alle famiglie e alle pmi. tra le ipotesi ci sarebbe un ritorno alla cartolaruizzazione dei prestiti, ma soprattutto il portare in negativo i tassi sui depositi delle banche presso la bce così da renderli ancora meno convenienti spingendo quindi le banche a un ritorno all’erogazione degli stessi prestiti. Comunque alcune banche hanno reinserito tra le offerte prodotti che erano scomparsi, quello che ancora manca è l’adeguamento a tassi più bassi e procedure i erogazione meno rigide.